
Invece rido, rovesciando indietro la testa.
La solita recita per gli altri, fatta con estro e fantasia, che inebria, che convince, ma non è vera.
E' solo una recita.
Ti ho pensato.
Ho pensato a quando mi tenevi la mano, accarezzandomi il polso ed io sentivo un tepore dolcissimo che a poco a poco si trasformava in qualcosa di più intenso, il principio dell'emozione che avremmo bruciato insieme.
Sola.
Mi faceva pena quella barca lì, ma non potevo dirtelo, non potevo dirti quasi nulla di ciò che provavo, non avresti capito.)
Questo mi stupiva.
Poi le ombre si allungavano, il cielo diventava opaco.
Ed eri già diverso.
Dannazione, perchè ti amo?
Ma ti amo davvero?
A casa mi guardavo nello specchio: avevo gli occhi della bambina che correva nei boschi, da sola, affamata d'amore, avevo gli occhi della ragazzina del liceo, che sfidava i professori,
avevo gli occhi della donna a cui l'amore non basta mai.
Ogni incontro con te era così, bello.
E pensare che ti avevo inventato io, prima eri un uomo comune, io ti ho dato estro, personalità, entusiasmi.
Io ti ho creato, ho costruito la tua nuova immagine dentro me e poi con l'amore gli ho dato la vita.
Per te volevo restare una creatura occasionale, fuggevole, bizzarra, solo così avrei potuto mantenere vivo il tuo amore.
Ma oggi cosa rimane del nostro amore?
I versi che mi hai dedicato un giorno, le ore d'amore consumate in quella stanza?
No, non rimane altro che il mio sguardo fisso nello specchio, i miei occhi, occhi di bambina che correva, sola, nei boschi, affamata d'amore; occhi della ragazzina del liceo che sfidava i professori, occhi della donna a cui l'amore non basta mai.
- Malefica -




