mercoledì, 11 novembre 2009 | in : amore, lui , stelle, istanti, sospiri, paginelibro




La mia storia con te.
Maschere d'allegria per gli altri.
Questo vorrei rispondere quando mi chiedono della mia vita con te.
Invece rido, rovesciando indietro la testa.
La solita recita per gli altri,  fatta con estro e fantasia, che inebria, che convince, ma non è vera.
E' solo una recita.
Ti ho pensato.
Ho pensato a quando mi tenevi la mano, accarezzandomi il polso ed io sentivo un tepore dolcissimo che a poco a poco si trasformava in qualcosa di più intenso, il principio dell'emozione che avremmo bruciato insieme.
(Sempre quel giorno vidi una barca ancorata.
Sola.
Mi faceva pena quella barca lì, ma non potevo dirtelo, non potevo dirti quasi nulla di ciò che provavo, non avresti capito.)

I nostri corpi si intendevano bene, senza bisogno di parole.
Le carezze delle tue mani lunghe, sapienti e i baci e i sospiri che s'intrecciavano nella stanza, e il domandarsi quando finirà, non voglio essere schiava di questo corpo caldo, di questi baci ardenti e il sapere che forse non sarebbe finito mai e avrebbe continuato così la passiione e la sofferenza di sentirti così diverso, così chiuso alle emozioni che provavo.
Solo allora, mentre io tacevo, mi parlavi d'amore e non eri mai violento, ma dolce, appassionato, peccatore e innocente insieme.
Questo mi stupiva.
Poi le ombre si allungavano, il cielo diventava opaco. 
Ed eri già diverso.
Volevo dirti le mie fantasie, una stella si è accesa. (chissà se amano le stelle?)
Invece non ti dicevo nulla, non avresti capito.
Dannazione, perchè ti amo?
Ma ti amo davvero?
A casa mi guardavo nello specchio: avevo gli occhi della bambina che correva nei boschi, da sola, affamata d'amore, avevo gli occhi della ragazzina del liceo, che sfidava i professori,
avevo gli occhi della donna a cui l'amore non basta mai. 
Ogni incontro con te era così, bello.
E pensare che ti avevo inventato io, prima eri un uomo comune, io ti ho dato estro, personalità, entusiasmi.
Io ti ho creato, ho costruito la tua nuova immagine dentro me e poi con l'amore gli ho dato la vita.
Per te volevo restare una creatura occasionale, fuggevole, bizzarra, solo così avrei potuto mantenere vivo il tuo amore.
Ma oggi cosa rimane del nostro amore?
I versi che mi hai dedicato un giorno, le ore d'amore consumate in quella stanza?
No, non rimane altro che il mio sguardo fisso nello specchio, i miei occhi, occhi di bambina che correva, sola, nei boschi, affamata d'amore; occhi della ragazzina del liceo che  sfidava i professori, occhi della donna a cui l'amore non basta mai.



- Malefica -

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mercoledì, 28 ottobre 2009 | in : istanti, sospiri


Quanto a lungo restiamo sospesi nella luce d'opale, senza tempo, in cui ci sentiamo stranamenti liberi  dalle costrizioni?

 ( Non lo so.)

Ma so che la vita è un ingannevole gioco,di luci al chiaro di luna, colma le braccia di promesse d'argento.Mi aggrappo alle parole per salvarmi,scelgo le più efficaci e le intreccio accuratamente,in una ghirlanda da infilarmi al collo,ma poi il profumo svanisce,i petali cadono uno dopo l'altro...

 ( Una folata di vento e le parole svaniranno,lasciandomi crudelmente indifesa. )

Gli alberi mossi dal vento ripetono il mio nome, con lo
stesso accento di struggente desiderio.

( conoscono la tua pena, la tua paura.)


Malefica

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giovedì, 01 ottobre 2009 | in : amore, favole, stelle

 

 "Cosa avreste visto stamattina?

Una donna dallo scialle grigio nella cinerea luce dell'alba, curva sotto il peso di nuova angoscia, che va ad aggiungersi a tutto il resto... sensi di colpa e vecchie pene... Stanca. Così stanca. Le dita annaspano sulla maniglia di questa porta, che non riescono ad aprire. La paura mi invade con il bruciore ardente di un fascio d'ortiche: forse questo luogo è deciso a non farmi entrare mai più? Giro il pomolo ancora una volta, mi appoggio alla porta con tutto il mio peso. Spingo. Ed ecco si apre senza opporre resistenza, con la subitaneità di un trucco o di uno scherzo maligno, facendomi perdere l'equilibrio.

C'è qualcosa di diverso qui... manca qualcosa o qualcosa è stato aggiunto, alterando l'equilibrio dell'insieme. Il disagio mi punge alla gola. Chi è stato qui... e perchè?

Ecco lo vedo... l'allume... col suo lieve splendore fosforescente. L'allume. Perchè è così piccolo e innocente sul palmo della mano, l'allume che da la purezza. Ma anche la morte...

Allume che messaggio mi porti oggi?

Mentre senza scopo accarezzo la tua liscia superficie... ecco percepisco l'immagine in rilievo che si solleva sotto le mie dita... e assume una forma inesorabile. E a un tratto... non c'è più aria. Per respirare. Questa stanza mi si stringe addosso come una rete per catturarmi. Venature rosso-blu dovunque mi volti. O forse sono solo i miei occhi. Di nuovo esploro con la mano il piccolo cubo. Una volta. Due. Non ci sono errori. E' là, nitido come un tuono,chiaro quanto un lampo... il fuoco mi richiama... non c'è modo di negoziare la condanna, lo so bene... nè di sottrarvisi...

Mentre guardo, mentre tocco... svaniscono gli ultimi dubbi, le utlime speranze. Vedo il mio futuro con chiarezza nella fiala luminescente. Quello che non avrò mai. E accetto.

Malefica, l'amore umano, la vita normale degli uomini, non sono mai stati per te...."

Malefica

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mercoledì, 16 settembre 2009 | in : amore, riflessioni, stelle, istanti, lupo, verità

Dici che distingueresti l’odore della mia pelle tra mille donne,

giuri che ritroveresti il mio sorriso e la mia risata tra la folla,

ma ora dimmi…Se ti chiudessi gl'occhi riconosceresti il battito del mio cuore?

(Duchessa)

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martedì, 01 settembre 2009 | in : amore, favole, lui , passione, istanti, verità, sospiri

 

 Nella luce fresca di un argenteo chiaro di luna ho sentito il tuo respiro dietro di me. Ho le tue braccia intorno alla vita. Le labbra sull'orecchio, un sussurro caldo quanto la pelle.

Chiudo gli occhi. Mi stai baciando le spalle, il collo, una sequenza di teneri baci giù lungo la spina dorsale. Mi giri verso te, sbottoni il vestito.

Le tue mani si muovono come colombe sul mio corpo.

Guardami. Toccami.

La mia mano scivola sotto la tua camicia. 

bacio l'incavo alla base della gola per fare mio il tuo breve ansito che ti corre dentro. .

Io, maga,strega, non avrei mai pensato di dover imparare così in fretta le vie del piacere, il piacere che fluisce sulla pelle, simile a un tiepido miele, sui polpastrelli, sulle dita dei piedi, in ogni poro.

Distesi sul letto, le pareti non esistono più, nei capelli scintillano le stelle.

Mi sollevi su di te, il viso sommerso dai miei capelli, canto d'acqua fluente.

So già cosa fare... rauche risate, poi solo  brividi.

Usa tutto... mi dice la voce della Luna, bocca, mani, unghie, denti, battiti di ciglia sulla pelle, sguardi...

Dai e prendi...

Fa di lui l'esploratore di questa terra vergine che è il tuo corpo, montagne, laghi e città. Fagli inventare strade là ove prima non ne esistevano. Lascialo penetrare infine nel luogo ove sei più profonda e più ignota, intrico di viticci, urlo di giaguaro, profumo conturbante di tuberosa selvatica, fiore notturno.

Perchè l'amore non è forse l'illusione di aprirsi completamente l'uno all'altra, di abolire ogni intollerabile distanza?

Perchè Luna lo chiami illusione? Io davvero voglio donare a quest'uomo tutti i miei segreti, il mio passato e il mio presente...

E il tuo futuro? ah... Luna crudele...

neanche nei sogni mi lasci libera?

Intanto tu mi attiri a te per i fianchi, con imperiosa urgenza, ancora, ancora, ancora...

Le ossa fuse insieme, finchè non sento la scarica bollente prenderci entrambi. Finchè non siamo un solo corpo, e molti e nessuno al tempo stesso.

E proprio allora mi assale la tristezza, un senso di calore abbandona la mia pelle come l'ultima sfumatura del giorno sbiadisce nel cielo della sera. Una parte di me sta morendo, un canto si spegne in ciascuna cavità delle ossa...

Non devo pensare adesso. Adesso devo restare qui abbracciata a te, mentre il ritmo del respiro pian piano si placa. Per un momento le tue braccia intorno a me sono un baluardo su cui il tempo non può infierire. Con le labbra sulle labbra ci parliamo in sussurri assonnati, parole affettuose, senza senso. Il sudore della tua pelle. Il ritmo del tuo sangue, che già conosco intimamente quanto il mio.

La tenerezza dopo aver estinto la sete del desiderio, cosa c'è di più dolce?

((postato anche su http://rossovenexiano.splinder.com/))

Malefica-

 

suonato da amarenote | alle 21:29 | commenti (15)(popup) | commenti (15)
lunedì, 27 luglio 2009 | in : amore, stelle, sospiri

Si 'sta voce te scéta 'int''a nuttata,
mentre t'astrigne 'o sposo tujo vicino...
Statte scetata, si vuó' stá scetata,
ma fa' vedé ca duorme a suonno chino...

Nun ghí vicino ê llastre pe' fá 'a spia,
pecché nun puó' sbagliá 'sta voce è 'a mia...
E' 'a stessa voce 'e quanno tutt'e duje,
scurnuse, nce parlávamo cu 'o "vvuje".

Si 'sta voce te canta dint''o core
chello ca nun te cerco e nun te dico;
tutt''o turmiento 'e nu luntano ammore,
tutto ll'ammore 'e nu turmiento antico...

Si te vène na smania 'e vulé bene,
na smania 'e vase córrere p''e vvéne,
nu fuoco che t'abbrucia comm'a che,
vásate a chillo...che te 'mporta 'e me?

Si 'sta voce, che chiagne 'int''a nuttata,
te sceta 'o sposo, nun avé paura...
Vide ch'è senza nomme 'a serenata,
dille ca dorme e che se rassicura...

Dille accussí: "Chi canta 'int'a 'sta via
o sarrá pazzo o more 'e gelusia!
Starrá chiagnenno quacche 'nfamitá...
Canta isso sulo...Ma che canta a fá?!..."

Malefica


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domenica, 12 luglio 2009 | in : amore, stelle, sospiri

Sei come un sogno da cui non mi desto,
rifocilli negl'angoli segreti della mia anima inquieta 
anche se non vivi più dentro i miei occhi da molto tempo
e un altro uomo è sdraiato tra le mie lenzuola

(mi manca il tuo ingenuo sorriso)

                                             è strano pensare di poter cavalcare le nuvole

                -Duchessa-

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giovedì, 28 maggio 2009 | in : riflessioni, istanti, verità

Desideravo.

Una volta desideravo che il silenzio mettesse radici in me e cominciasse a diffondersi...

Immaginavo. Vivevo minuto per minuto quello che mi sarebbe accaduto se avessi permesso al silenzio di annidarsi nella mia anima.

Ecco, il silenzio esce dalla testa, mi avvolge tra le sue braccia melmose. Mi culla al ritmo di un battito antico, fetale. Allunga le ventose dei suoi tentacoli furtivi centimetro dopo centimetro dentro il mio cranio, ripulendo come un aspirapolvere le vallette e le colline della memoria, sloggiando vecchie frasi, scuotendole via dalla punta della lingua.  Spoglia i pensieri dalle parole necessarie a descriverli, lasciandoli nudi e spellati. Indicibili. Intorpiditi. E quindi agli occhi degli altri, quasi assenti.

Piano piano mi sarei abituata alla piovra irrequieta che vive dentro me e che avrebbe dovuto schizzare inchiostro anestetizzante sul passato. E la ragione del mio rinchiudermi nel silenzio sarebbe scomparsa, seppellita in qualche punto profondo, tra le pieghe consolanti di quella realtà...

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martedì, 19 maggio 2009 | in : amore, insonnia, stelle, sospiri

-poi ci sono i ritorni-

 Difficile avere poi parole. poter spiegare la bellezza. renderne l'incanto.Delle tende e dello spazio stretto ma infinito. dell'insalata e dei pomodori.

delle facce che sorridono e si schiantano nel sole. abbagliandolo. con la purezza.della capacità di darsi senza prendere e allo stesso tempo gli uni e gli altri prendere tutto. senza accorgersene se non per il senso di star sospesi a mezz'aria che ancora resta.

a tenerci tra le nuvole.

e

poi.

poi i colori. le amache.l'assenza dell'imbarazzo e la semplicità della vita.il non avere fretta. nemmeno per viverla. la vita.farfalla che nasce appesa ad una corda. di corpo che si accoppia con tessuto e rosso fiammante ad accendere l'aria e filo di arianna che lega sensi.

...e vite nei boschi e bancarelle e bimbi che corrono e madri rasta e scambi di voci e idee e.di circo e sorrisi e prime esperienze e coppie e amori nuovi e fame e sete e voglie e catene che girano e reverse che non vengono e lotte e non svendersi e fare esattamente ciò che si vuole e no.

 .NO.non si può spiegare,la bellezza

Malefica

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domenica, 19 aprile 2009 | in : amore, favole, insonnia, stelle, istanti, sospiri

 

La mia ombra e' come un buffone dietro la regina. Quando lei si alza, il buffone sulla parete balza e sbatte nel soffitto col testone. Forse al buffone non va la mia corte e preferirebbe un diverso ruolo. La regina si sporge dal balcone e dal balcone lui si butta giu'. Cosi' hanno diviso ogni azione, (. Si e' preso, il merlo, i gesti liberali, il pathos con la sua impudenza e tutto cio' per cui non ho la forza - corona, scettro, mantello regale )

È notte..

...ora parlano più forte tutte le fontane zampillanti. E anche la mia anima è una fontana zampillante. È notte: solo ora si svegliano tutti i canti degli amanti. E anche la mia anima è il canto di un amante.

Malefica

 

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